Arcaini Ematologia
Bringhen - Mieloma
Passamonti Neoplasie ematologiche
Passamonti: Macroglobulinemia di Waldenstrom

Ravulizumab versus Eculizumab nei pazienti adulti con emoglobinuria parossistica notturna naive agli inibitori del complemento: studio 301


Ravulizumab ( Ultomiris ), un nuovo inibitore del complemento C5, fornisce un'inibizione C5 immediata, completa e prolungata.
Questo studio di fase 3, in aperto, ha valutato la non-inferiorità di Ravulizumab a Eculizumab ( Soliris ) negli adulti naive agli inibitori del complemento con emoglobinuria parossistica notturna ( PNH ).

I pazienti con lattato deidrogenasi ( LDH ) maggiore o uguale a 1.5 volte il limite superiore del normale e almeno un sintomo di emoglobinuria parossistica notturna sono stati randomizzati a ricevere Ravulizumab oppure Eculizumab per 183 giorni ( n=246 ).

Gli endpoint di efficacia coprimari erano la percentuale di pazienti che rimanevano liberi da trasfusione e la normalizzazione di LDH.
Gli endpoint secondari erano la variazione percentuale rispetto al basale di LDH, la variazione rispetto al basale nel punteggio alla scala FACIT-Fatigue ( Functional Assessment of Chronic Illness Therapy - Fatigue ), la percentuale di pazienti con esacerbazione dell’emolisi, l’emoglobina stabilizzata e la variazione di C5 libero nel siero.

Ravulizumab è risultato non-inferiore a Eculizumab sia per gli endpoint coprimari che per tutti gli endpoint secondari chiave ( P inf minore di 0.0001 ): evitamento delle trasfusioni ( 73.6% vs 66.1%; differenza del 6.8% ), normalizzazione di LDH ( 53.6% vs 49.4%; odds ratio, OR=1.19 ), riduzione percentuale di LDH ( -76.8% vs -76.0%; differenza, -0.83% ), variazione del punteggio FACIT-Fatigue ( 7.07 vs 6.40; differenza, 0.67 ), esacerbazione dell’emolisi ( 4.0% vs 10.7%; differenza, -6.7% ) ed emoglobina stabilizzata ( 68.0% vs 64.5%; differenza, 2.9 ).

La sicurezza e la tollerabilità di Ravulizumab ed Eculizumab sono risultate simili; non si sono verificate infezioni da meningococco.

In conclusione, Ravulizumab somministrato ogni 8 settimane ha raggiunto una non-inferiorità rispetto a Eculizumab somministrato ogni 2 settimane per tutti gli endpoint di efficacia, con un profilo di sicurezza simile. ( Xagena2019 )

Wook Lee J et al, Blood 2019; 133: 530-539

Emo2019 Farma2019


Indietro