News
Farmaci
Focus
 
Xapedia
Andrologia Aritmologia Cardiologia Dermatologia Ematologia Endocrinologia Epatologia Farmacologia Gastroenterologia Ginecologia Infettivologia Metabolismo Nefrologia Neurologia Oncologia Pneumologia Psichiatria Reumatologia
Anticoncezionali Aritmia Benessere Biomedicina Cardiologia Cardiologia Invasiva Cuore Cuore Online Diagnostica Dimagrire Dislipidemia Erboristeria Farmaci Farmaci Online Farmacovigilanza Fecondazione Gravidanza Farmacista Menopausa Nutrizione Omocisteina OncoGinecologia Pronto Soccorso Psicologia Sindrome Metabolica Stroke Trombosi UroGinecologia Vaccini Vaccini Online Vaccinazioni

News

Leucemia mieloide cronica: più alta percentuale di sopravvivenza a 5 anni dopo trattamento con Imatinib

I dati pubblicati sul The New England Journal of Medicine hanno mostrato che Imatinib ( Glivec / Gleevec ) rappresenta una terapia di lungo periodo per i pazienti adulti con leucemia mieloide cronica positiva per il cromosoma Philadelphia ( Ph+ ), di nuova diagnosi.

La sopravvivenza generale a 5 anni dei pazienti trattati con Imatinib come terapia iniziale è risultata più alta rispetto a quanto avevano mostrato precedenti studi prospettici.

Lo studio IRIS ( International Randomized Interferon versus STI571 ) ha mostrato che le risposte alla terapia con Imatinib hanno continuato ad aumentare in modo sensibile nell’arco di 5 anni, mentre il rischio annuale di progressione verso la malattia avanzata si è ridotto allo 0.6% a 5 anni.

La percentuale di sopravvivenza generale per i pazienti trattati con Imatinib è stata dell’89% ( range: 86-92% ), quando sono state considerate le morti per tutte le cause, e del 95% a 60 mesi , quando sono state escluse.

Prima che Imatinib fosse disponibile, quasi il 50% dei pazienti andava incontro, dopo 3-5 anni, a progressione fino ai più avanzati stadi della leucemia mieloide cronica Ph+, ed il tempo di sopravvivenza era generalmente più breve per questi pazienti.

Il peggioramento degli eventi avversi ematologici di grado 3-4, o eventi di nuova presentazione, sono risultati poco frequenti dopo 2-4 anni di terapia con Imatinib.

Lo studio IRIS è uno studio clinico di fase III in aperto che ha arruolato 1106 pazienti con leucemia mieloide cronica Ph+ in fase cronica, di nuova diagnosi.

I pazienti sono stati assegnati in modo random a ricevere Imatinib 400mg/die oppure Interferone ( 5MUI/m2/die ) in combinazione con Ara-C 20mg/m2/die per 10 giorni ogni mese.

Per ragioni associate alla tollerabilità, alla mancanza di risposta o alla perdita di risposta, il 65% dei pazienti nel braccio Interferone/Ara-C è passato al braccio Imatinib, mentre solo il 3% dei pazienti del braccio Imatinib è passato al braccio Interferone/Ara-C.

Le risposte al trattamento con Imatinib sono migliorate tra il primo ed il quinto anno di terapia.
In questo periodo , le risposte citogenetiche sono aumentate dall’85% al 92%, mentre le risposte citogenetiche complete sono aumentate dal 69% all’87%.
Le risposte ematologiche complete sono aumentate dal 96% al 98%.

I più comuni effetti indesiderati osservati con Imatinib sono stati: nausea, edema superficiale, crampi muscolari, rash cutaneo, vomito, fatica, cefalea, dolore articolare, tosse, capogiri, dispepsia e dispnea, dermatite, eczema, ritenzione idrica, neutropenia, trombocitopenia ed anemia.

I pazienti con malattia cardiaca o fattori di rischio per insufficienza cardiaca dovrebbero essere monitorati attentamente ed ogni paziente con segni o sintomi di insufficienza cardiaca dovrebbero essere valutati e trattati.

Fonte: Novartis, 2006


Emo2006 Onco2006 Farma2006



 
 
Xagena.it

.::Powered By LM Web Solutions::.